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 I bagni pubblici urbani, frequentissimi in tutte le citta', denominati "stufe" per via delle grosse stufe che li riscaldavano, prevedevano una separazione dei sessi tanto rigida quanto teorica che non poteva non finire per essere solo che propedeutica al sesso.   Spessissimo, infatti, i tenutari di bordelli e stufe, altrettanto spesso contigui, erano la stessa persona, che poteva essere persino uomini legati alla chiesa, tanto era la familiarita' che tutti avevano con questi luoghi. Ed ancora, nelle vasche si mangiava, con grande, ovvio, disappunto dei medici, si giocava a scacchi, a dama, si bevevano vini pregiati. Una fonte del XIII sec. traccia un quadro significativo di cosa puo' trovarsi davanti lo avventore una volta entrato: "... saranno per voi molto piacevoli. Se avete bisogno di lavarvi e amate la comodita', potete entrarvi con fiducia. Sarete accolti gentilmente. Una graziosa ragazza vi massaggera' onestamente con la sua dolce mano. Un barbiere esperto vi radera' senza lasciar cadere la minima goccia di sudore sul viso. Stanco del bagno, troverete un letto per riposarvi. Poi una donna graziosa, che non vi dispiacera', con aria virginale vi accomodera' i capelli con abile pettine. Chi non le carpirebbe baci, se lui ne ha voglia e lei non rifiuta? Vi si chiede pure un compenso, un semplice denaro bastera'..." 

 

 

Aggiornato il: 04 aprile 2006