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Ma se durante la Corsa all Anello la passione del contradaiolo giunge all apice, nei giorni della festa esso si trova catapultato in un medioevo quasi tangibile, preso da una ridda di colori, odori, suoni, che lo trasportano in un limbo sospeso tra il reale e lo immaginario che il Terziere trasforma in realta'. Nelle vie e piazze del Terziere riprendono vita i personaggi del passato, nei loro splendidi costumi, nei loro gesti, nelle loro parole, nella loro quotidianita'. Nelle Taverne del Terziere si ripropongono piatti dell epoca come il porco con le castagne o i ravioli alle noci, arrosti vari e gnocchetti di semola, nei tipici piatti di coccio. Nei Cortei Storici sfilano la nobili famiglie dei Cardoli, dei Capitone, dei Cesi e i membri delle Arti della Lana, dei Molendini e dei Cerari, le piu' importanti della citta', nonche' i rappresentanti dei Castelli di Bufone, di Massa e Taizzano, di Visciano, Lugnola (antico feudo dei Cardoli), Colle Maggio e Capitone, e quelli delle parrocchie di S. Maria Maggiore, S. Restituta, S. Stefano, S. Apollinare, S. Valentino, S. Vittore e S. Pietro dei Giudei (chiese, queste, oggi scomparse). Nelle Ricostruzioni dello Ambiente, tornano agli antichi fasti le botteghe di Speziali, Stazionari, Tintori e Tessitori mentre la chiesa di S. Maria Impensole torna ad ospitare tendaggi, crocifissi lignei, trittici, panche e ceri in una atmosfera totalmente coinvolgente. Nelle Giornate Medievali riprendono vita personaggi piu' o meno noti della realta' narnese trecentesca, dal Gattamelata, a Quirico Cardoli, da Evaldo Frangipani (eremita di S. Iaco) allo Abate Giovenale Panolfi di S. Casciano, dal beato Matteo Prosperi al notaio Pellegrino Nelli, ed ancora innumerevoli piccole storie di vita vissuta e di persone umili e sconosciute nella loro quotidianita', vanno ad intrecciarsi per creare squarci di realta' narnese trecentesca nel modo di pensare, nel vestire, nel parlare nel lavorare, nel soffrire, nel gioire, nello essere. La realizzazione di tutto cio' nel miglior modo possibile porta alla assegnazione del Bravio al Miglior Terziere, premio conquistato dal nostro Terziere per tre volte dalla sua recente istituzione, ma soprattutto alla speranza che, tutti e non piu' solo i pochi appassionati o i pochissimi competenti, riescano a capire e a calarsi e a vivere la Storia, che non e' solo quella di una citta', ma delle radici di noi tutti, perche' solo non dimenticando cosa essa ci insegna si puo' progredire.
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Aggiornato il: 04 aprile 2006 |