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L'antica citta' di Narni, dall'alto del suo colle, guarda lo scorrere del fiume Nera, ai suoi piedi da ben 3600 anni, quando il suo nome era ancora Nequinum. Da allora al XIV sec. molte cose sono cambiate ma da quel momento in poi il tempo sembra essersi fermato e la medievale Narnia mostra ancor oggi, orgogliosa, lo splendore delle sue mura, delle chiese, dei palazzi e delle piazze, che risultano tuttora suddivise tra i tre terzieri, i rioni, che dividevano la citta' medievale: Mezule, Fraporta e S. Maria.
Il Terziere di S. Maria, comprendeva, e comprende, la parte nord-ovest della citta' di Narni, parte che allora era la principale, dato che era attraversata dalla Strata Maior (oggi divisa tra via Marcellina e via Mazzini), sulla quale si affacciano ancor oggi i piu' antichi e importanti palazzi nobiliari. Palazzo Scotti, palazzo Arca-Marinata, la Torre dei Marzi, palazzo Cardoli, palazzo Capocaccia pongono le loro splendide bifore ed i loro magnifici portali lungo la nobile via ma su essa si aprono anche edifici religiosi di estrema importanza: S. Maria Maggiore, (a cui il Terziere deve il nome ed il vessillo, una chiesa nera in campo arancio) la antica cattedrale divenuta poi "d' inverno" contrapposta a quella "nuova" extra moenia di S. Giovenale e S. Maria Impensole, anch'essa antichissima chiesa, costruita sulle rovine del tempio di Bacco, luogo delle assemblee delle corporazioni cittadine. Completano lo splendido elenco di edifici medievali (trascurando quelli di piu' moderna origine, quali Palazzo Bocciarelli, Palazzo Mosca, entrambi allo inizio della via e la chiesa di S. Restituta) le porte che determinavano lo accesso alle antiche mura cittadine, quali porta Nova (e' consequenziale infatti al sacco dei lanzichenecchi del 1527) o della Fiera, porta dei Polelli e porta del Vodano; prima di arrivare alla porta Nova, comunque si puo' osservare un altro edificio di interesse non artistico ma storico: la casa di Erasmo da Narni, prode cavaliere di ventura noto come il Gattamelata, vuoi per i suoi modi suadenti, vuoi per il nome della madre Melania Gattelli. Cosi' grazie anche alla magnifica statua del Donatello, a Padova, che lo immortala a cavallo, il nome di Narni rimane e rimarra' nella storia comunque legato al condottiero, come lo stesso Erasmo amava ricordare: "Narnia me genuit, Gattamelata fuit".
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